EMILIANO PELLISARI INTERVISTATO DA MARCO VIGNOLETTI A RADIOVOCE.
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Una creazione di EMILIANO PELLISARI
Dall’ideatore di Daimon, Nogravity e Comix un nuovo sorprendente progetto teatrale: l’Inferno! Un mondo dove il reale e il virtuale si mischiano in un caleidoscopio di immagini sorprendenti tratte dai più famosi canti danteschi.
Un inferno paradossale come Escher, assurdo come Magritte, crudelmente caravaggesco. Uno spettacolo dove il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugano con la danza, l’atletica circense e la mimica. Immagini straordinarie appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti come in un quadro di Bösch Paolo e Francesca volano nel cielo, schiere di dannati cadono al suolo come foglie, i filosofi arabi galleggiano sospesi nel limbo, Minosse è immobile sospeso al soffitto. Angeli e Diavoli si affrontano nello spazio in duelli virtuali. L’inferno é uno spazio teatrale dove si annulla la fisica della realtà e appare come in un sogno ad occhi aperti.
Dante attraversa la porta infernale formata dai corpi dei dannati e si trova in un nuovo mondo dove le anime nuotano nel limbo, volano nel buio creando figure misteriose nello spazio, le regole della fisica sono abolite e le anime impazzite dal dolore camminano sui muri e saltano sui soffitti. Il vento porta a noi le anime dolci e struggenti di Paolo e Francesca i cui corpi si animano nell’aria, sciolti dai vincoli della gravità. In questo mondo, dove il sopra e il sotto, l’alto e il basso sono aboliti, i dannati sospesi a testa in giù, sono giudicati da Minosse e scaraventati a terra da Caronte. I diavoli giocano nell’aria raccontando il loro passato angelico. La strada dell’inferno è un percorso ad ostacoli: Dante deve superare ponti rotti costruiti con le membra dei dannati, aspre torri formate da corpi umani e troverà l’aiuto inatteso del gigante Nimrod per l’ultimo grande sforzo. Ma prima vedrà Pier delle Vigne trasformarsi magicamente in albero ed i dannati piangere dei loro peccati trasmutandosi l’uno nell’altro. In fondo all’Inferno un gelido lago ghiacciato racchiude i corpi dei dannati di cui si intravedono braccia, gambe o solo teste che formano un unico puzzle metamorfico. Alla fine del viaggio Dante e Virgilio ascenderanno per una scala vivente fino a vedere la luce: una grande stella pulsante formata dal corpo dei danzatori sospesi nell’aria illumina l’ultima scena dell’Inferno.